Come scegliere l'insegnante di informatica per tuo figlio
📅 15 giugno 2026 — di Alessandro Simone
Trovare un insegnante di informatica per tuo figlio non è difficile: ne trovi a decine con una ricerca. Difficile è scegliere quello giusto, perché un buon insegnante può sbloccare una situazione in poche lezioni, mentre quello sbagliato fa perdere tempo, soldi e quel poco di motivazione che era rimasta. Da docente, ti spiego i criteri che contano davvero, così fai una scelta consapevole e non a tentativi.
Conta più la competenza tecnica o la capacità di insegnare?
Servono entrambe, ma attenzione a non confonderle: sono due cose diverse. Una persona può essere bravissima a programmare e incapace di spiegarlo a un sedicenne in difficoltà. Saper fare e saper insegnare non sono la stessa abilità.
Per tuo figlio, la seconda conta più della prima. Un esperto che dà per scontati i passaggi e va troppo veloce lascia lo studente indietro come e più di prima. Un bravo insegnante, invece, sa mettersi al livello di chi ha davanti, capisce dove si è inceppato il ragionamento e ricostruisce da lì. Quando valuti qualcuno, non chiederti solo "quanto è bravo in informatica", ma "sa farla capire a mio figlio?".
Perché un docente è diverso da un tutor improvvisato?
Sul mercato delle ripetizioni trovi di tutto: studenti universitari che arrotondano, appassionati di informatica, e docenti veri. Non sono la stessa cosa, e la differenza si sente.
Un docente della scuola secondaria conosce dall'interno il mondo in cui tuo figlio si muove: sa come sono fatte le verifiche, cosa chiedono i programmi ministeriali, come ragiona un professore quando corregge. Questo gli permette di preparare lo studente non "all'informatica in generale", ma esattamente a ciò che la scuola gli chiederà. Un tutor improvvisato può anche conoscere la materia, ma naviga a vista su come funziona davvero la scuola italiana. È la differenza tra chi ti prepara al compito e chi ti spiega la teoria sperando che basti.
E se mio figlio ha un DSA o una certificazione?
Qui il criterio di scelta diventa ancora più delicato, e va detto con chiarezza. Uno studente con DSA, BES o una certificazione non ha bisogno di un insegnante che "spieghi più piano": ha bisogno di qualcuno che sappia adattare il metodo, gli strumenti e l'approccio alle sue caratteristiche. È una competenza specifica, che non tutti hanno.
Se è il caso di tuo figlio, è legittimo chiedere esplicitamente all'insegnante se ha preparazione in questo ambito, prima di iniziare. Io, per esempio, sono specializzato nel sostegno didattico, e questo mi permette di lavorare con metodo anche con studenti certificati, costruendo un percorso sulle loro reali esigenze invece di applicare lo stesso schema a tutti. Per un genitore, sapere che la persona giusta esiste e sa cosa sta facendo toglie un peso enorme.
Quanto conta il primo incontro?
Moltissimo, più di quanto si pensi. Puoi leggere tutte le qualifiche del mondo, ma è nel primo contatto che capisci se può funzionare. Il criterio più affidabile, alla fine, è la fiducia: l'impressione che la persona ti lascia e la sensazione che si crei subito un buon rapporto, con te e soprattutto con tuo figlio.
Per questo un primo contatto conoscitivo, prima di impegnarsi, non è un dettaglio ma il passaggio più importante. Serve a capire se l'insegnante ascolta davvero il problema o ha già la ricetta pronta uguale per tutti, se ti spiega con chiarezza come lavorerebbe, se tuo figlio si sente a suo agio. Un insegnante che non te lo offre, o che salta subito al "quando iniziamo", ti sta dicendo qualcosa.
Quali domande fare prima di iniziare?
Prima di scegliere, qualche domanda diretta ti aiuta a distinguere chi sa il fatto suo da chi improvvisa. Eccone alcune utili da porre:
- Hai esperienza con il programma e l'indirizzo di scuola di mio figlio?
- Come imposti una lezione? Si fanno esercizi pratici o solo spiegazione?
- C'è un minimo di supporto anche tra una lezione e l'altra?
- Come capisci dove si è bloccato lo studente?
- (Se serve) Hai preparazione per studenti con DSA o certificazione?
Le risposte ti diranno molto più di qualsiasi annuncio. Se vuoi capire prima ancora come si svolge tutto, trovi il quadro completo nell'articolo su come funzionano le ripetizioni di informatica a Roma, e se sei nella fase in cui non sai nemmeno se servano, ti aiuta quello su quando servono davvero le ripetizioni di programmazione.
Domande frequenti
Cosa devo guardare per scegliere un insegnante di informatica? +
Più della sola bravura tecnica, conta la capacità di insegnare, cioè di mettersi al livello dello studente e di capire dove si è bloccato il suo ragionamento. Sono utili anche l'esperienza con il programma scolastico di tuo figlio, un metodo che preveda esercizi pratici e non solo spiegazione, ed eventualmente la preparazione per studenti con DSA o certificazione. Ma il criterio decisivo emerge al primo incontro: la fiducia e la sensazione che si crei un buon rapporto. Per questo un primo contatto conoscitivo, prima di impegnarsi, è il passaggio più importante della scelta.
È meglio un docente o uno studente universitario per le ripetizioni? +
Dipende dall'obiettivo, ma per uno studente in difficoltà un docente della scuola secondaria offre un vantaggio concreto: conosce dall'interno come sono strutturate le verifiche, cosa chiedono i programmi ministeriali e come ragiona un professore quando corregge. Questo gli permette di preparare lo studente esattamente a ciò che la scuola richiede, non all'informatica in astratto. Uno studente universitario può conoscere bene la materia, ma di solito ha meno esperienza didattica e meno dimestichezza con il funzionamento reale della scuola. La differenza si nota soprattutto quando lo studente è bloccato e serve individuare in fretta la lacuna.
Come scelgo un insegnante se mio figlio ha un DSA? +
Per uno studente con DSA, BES o certificazione non basta un insegnante che spieghi più lentamente: serve qualcuno che sappia adattare il metodo, gli strumenti e l'approccio alle sue caratteristiche, ed è una competenza specifica. La cosa più sensata è chiedere esplicitamente, prima di iniziare, se l'insegnante ha preparazione in questo ambito. Un docente specializzato nel sostegno didattico è in grado di costruire un percorso sulle reali esigenze dello studente, invece di applicare lo stesso schema a tutti. Sapere che la persona ha competenza specifica fa una grande differenza, sia per i risultati sia per la serenità di tuo figlio.
Quali domande dovrei fare prima di iniziare le ripetizioni? +
Alcune domande dirette aiutano a distinguere chi sa il fatto suo da chi improvvisa: chiedi se ha esperienza con il programma e l'indirizzo di scuola di tuo figlio, come imposta una lezione e se prevede esercizi pratici, se offre un minimo di supporto anche tra le lezioni, e come capisce dove si è bloccato lo studente. Se serve, chiedi anche se ha preparazione per studenti con DSA o certificazione. Le risposte ti diranno molto più di qualsiasi annuncio. Un buon insegnante risponde volentieri e con chiarezza; chi invece glissa o vuole solo sapere quando iniziare, ti sta già dando un'indicazione.
Posso conoscere l'insegnante prima di impegnarmi? +
Sì, ed è anzi la cosa da fare. Un primo contatto conoscitivo prima di qualsiasi impegno è il modo migliore per capire se l'insegnante fa al caso vostro. Io parto sempre da una chiamata gratuita di circa 15 minuti: si prenota uno slot e sono io a chiamare all'ora concordata, così capiamo qual è la situazione e come potrei aiutare, senza alcun obbligo di proseguire. È proprio in quel primo scambio che si valuta la cosa più importante, cioè se nasce la fiducia necessaria perché il percorso funzioni davvero.
